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  • Immagine del redattore: Antonietta Pistone
    Antonietta Pistone
  • 29 nov 2020
  • Tempo di lettura: 1 min



Ci sono categorie di persone con le quali, per esperienza, non esiste alcuna speranza di redenzione. Potete parlare, discutere, litigare, stabilire confini ben precisi e punti fermi. Sempre troveranno il modo e la maniera di tornare alla carica per invadere il vostro spazio, per sottrarvi ciò che vi spetta. Perché, fondamentalmente, si tratta di gente che manca di rispetto e non conosce la buona educazione.


Persone arrabbiate, che vivono la vita come forma di accaparramento e di prevaricazione dell'altro. Perché, ricordatevi, loro brillano soltanto se possono mettervi in ombra. E lo faranno con ogni mezzo possibile, anche non propriamente lecito, laddove gli venga consentito e permesso. Non conoscono altre modalità per occupare la scena.


Davanti a questi arrivisti, incompetenti della relazione umana (anche perché non gliene può fregare di meno...), non ci sono ragionamenti che tengano. Se vi mettete a parlare con loro ne uscirete comunque sconfitti, perché la loro dialettica vi farà a pezzi.


Vale unicamente la regola del silenzio. Andare avanti per la propria strada a muso duro, tenendoli a distanza, senza preoccuparsi minimamente di entrare in relazione con loro.


Fate il vostro, senza pietà, e avrete ragione di loro. Perché questo li annichilisce e li rende impotenti, annientandoli. Ve lo assicuro. E forse, riuscirete, così facendo, ad impartire loro anche una buona lezione di educazione civica. Che, ovviamente, non gli è mai stata insegnata nella vita. Nemmeno a casa, da mamma e papà...


Ma non so quanto ne valga la pena...e quanto ve ne possa, a questo punto, davvero infischiare.

  • Immagine del redattore: Antonietta Pistone
    Antonietta Pistone
  • 23 nov 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 24 nov 2020


Sì, certo, è proprio il caso di mantenere la calma. Il numero degli infetti da covid19 sembra stia diminuendo, ma forse è soltanto un dato fallace, quello di oggi, perché sono stati fatti molti tamponi in meno, rispetto ai giorni precedenti. I morti sono invece 630, in 24 ore. In numero superiore a quello di ieri, domenica.


Comunque è il mio compleanno. Non è facile avere 54 anni in un anno come il 2020. Un anno che sembra non voglia terminare mai.


Mi hanno cambiato la giornata libera. Anche oggi, che è il mio compleanno sono libera. E lo sarò per tutti i lunedì dell'anno.


Libera è un parolone. Diciamo, piuttosto, che invece di stare attaccata allo schermo del mio pc per tutto il giorno, posso ridurre il tempo di esposizione ad alcune ore pomeridiane.


Stamattina ho fatto un giro in Mongolfiera e una passeggiata a piedi. C'era il sole. E mi sembrava di non vederlo da tanto...


Ho acquistato un profumo...ho cucinato un bel pranzetto...ho festeggiato a modo mio, con semplicità. E mi accontento.


Al posto della torta, quest'anno, ho messo in tavola un pandoro senza glutine e senza lattosio comprato all'ipercoop. Meglio che niente...


Voglio comprare l'ultimo libro di Saviano...Gridalo...e vorrei gridare forte a tutti che non ne posso più di mille cose. Che sono stanca di sopportare gente che non si merita nemmeno un saluto....e che me ne fotto...


Poi, però, ricordo, che tutti hanno diritto a vivere. Anche chi non è degno. E in quest'ultimo periodo ho visto molta indegnità in giro. In barba a chi si spezza la schiena negli ospedali, rischiando la vita ogni giorno...


Com'è ingiusta la vita...

  • Immagine del redattore: Antonietta Pistone
    Antonietta Pistone
  • 5 nov 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Finalmente dopo quasi due mesi di scuola, siamo a Novembre, l'ultimo DPCM di Conte stabilisce l'obbligo delle mascherine per i più piccoli, anche a scuola, seduti al banco, superando l'annosa questione del metro di distanza.


E già, perché fino a quando le scuole sono rimaste aperte, in molte classi si è dovuto faticare per imporre un obbligo che pareva scontato, ma che veniva messo in dubbio da quella strana norma sul distanziamento.


Mascherine sì o no, dunque? Pareva lapalissiano dover ripetere che in un luogo chiuso, nel quale non sempre è possibile mantenere un adeguato distanziamento, ed una buona areazione, dovessero tutti tenere la mascherina. Ma così non è stato...evidentemente. E la curva dei nuovi contagi, costantemente in salita, dimostra che non proprio tutti si sono attenuti alle regole, almeno in situazioni dove il rispetto della norma pareva possibile.


Dal momento che tanti "furbetti" si schernivano invocando il distanziamento, quando venivano ripresi perché non indossavano correttamente, o affatto, la mascherina, è dovuta giungere in soccorso una norma, finalmente chiara, che prescrive L'USO DELLA MASCHERINA SEMPRE, AL CHIUSO (quando non anche all'aperto), INDIPENDENTEMENTE DALLE MISURE DI DISTANZIAMENTO SOCIALE.


Da due giorni a questa parte, nell'androne del palazzo dove abito, è comparso un cartello sul quale c'è scritto che "a causa della diffusione del virus a Foggia, è obbligatorio il transito con la mascherina", anche nelle zone di promiscuo accesso condominiale, cioè per le scale, e comunque non appena varcata la soglia della propria abitazione, in ogni caso.


C'era bisogno della norma, per indurci a comportamenti corretti e rispettosi della propria e dell'altrui salute. Senza quest'obbligo c'è qualcuno che pensa che il virus non si sarebbe altrimenti propagato.


Ed è proprio questo il problema. Com'è possibile che nel 2020 abbiamo ancora bisogno di chi ci dica cosa fare? È incredibile che non si riesca ad utilizzare un briciolo di buon senso per pensare con la propria testa, e che si abbia la necessità di vedersi imporre da un regolamento legislativo la prudenza nei comportamenti.


Probabilmente la norma si è prestata a più interpretazioni. Ma il problema della chiarezza delle leggi in Italia apre altri scenari dialettici che non mi interessa affrontare in questa sede. Mi importa, però, puntualizzare che non si può attendere dalla legge che ci dica come dobbiamo agire sempre e comunque. Perché la norma, in se stessa, si presenta con i caratteri della rigidità, e la sua applicazione deve essere poi contestualizzata in riferimento alle situazioni più disparate nelle quali ci si trova a vivere.


Un comportamento intelligente, cioè adattivo, è il solo che ci possa garantire l'equità, che supera per finezza applicativa il mero criterio della giustizia, inteso come rispetto della norma in quanto tale.


Ecco perché mi sarei aspettata da persone che si reputano intelligenti un comportamento unanimemente più rispettoso di sé e degli altri. Perché se ci troviamo nel pieno della seconda ondata è anche a causa di quanti pensavano che, per magia, il virus si fosse dissolto, sciogliendosi come neve al sole, e hanno di conseguenza adottato comportamenti che avevano assai poco a che vedere con quelle regole di prudenza, che avrebbero maggiormente garantito tutti noi da questo ritorno in forze del Coronavirus, assai prima che arrivi il freddo, e che inizi la stagione influenzale vera e propria.

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